Alice era una bambina inglese che ha subito un trauma cranico. Il team che esaminava la TAC per progettare il supporto cranico ha notato un gonfiore cerebrale e lo ha segnalato al medico. Quest’ultimo riteneva di poter aspirare del liquido spinale per ridurre la pressione cerebrale e facilitare l’impianto.
Una volta in sala operatoria, però, si è scoperto che il gonfiore cerebrale non era dovuto all’accumulo di liquido, ma alla naturale crescita del cervello. Hanno comunque deciso di utilizzare l’impianto, adattandolo il più possibile alla cavità cranica.
L’intervento è riuscito con successo e i genitori di Alice hanno rilasciato un’intervista ad un'importate testata giornalistica per esprimere la loro soddisfazione.
Col passare del tempo, tuttavia, è emersa una lieve asimmetria nel cranio di Alice a causa della crescita cerebrale. Il team si è rimesso al lavoro per correggere il difetto e ha creato un impianto più curvo rispetto al precedente, che ha permesso di adattarsi meglio al cervello cresciuto senza imperfezioni.
La seconda operazione ha rivelato un fatto di interesse scientifico: a solo un anno dal primo intervento, l’osso di Alice aveva già ripreso a crescere, evidenziando i benefici dell’uso di un biomateriale come la ceramica per questo tipo di impianto. Questo intervento dimostra che gli impianti in ceramica garantiscono un risultato ottimale, ripristinando la condizione naturale dell’osso danneggiato.